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Decreto riaperture: matrimoni 2021 tutte le regole
Con la pubblicazione del Decreto Legge 65/2021 si chiarisce finalmente i dettagli per realizzare al meglio il tuo matrimonio

Anche il settore dei matrimoni ha una data per la ripartenza: il 15 giugno. Lo ha stabilito il governo nella Cabina di regia per le riaperture tenutasi lunedì 17 maggio. Tuttavia, nel quadro dell’emergenza coronavirus, anche per le feste di nozze sono previste regole e limitazioni

IN DUE PAROLE

Con la pubblicazione del Decreto Legge 65/2021 si chiariscono un po' meglio i dettagli della ripresa.
Evitando di focalizzarci sugli aspetti mal chiariti (la norma e' un guazzabuglio), miriamo all'operativita'.

Per semplificare all'osso:

In ZONA BIANCA

SI POSSONO TENERE FESTEGGIAMENTI, a patto di rispettare le misure anticontagio ed i protocolli.
come specifica l'articolo 7 del DPCM 2 marzo 2021, “cessano di applicarsi le misure di cui al Capo III relative alla sospensione o al divieto di esercizio delle attività ivi disciplinate”.
Proprio nel Capo III è disciplinato, all’articolo 16, il divieto di feste che - quindi - in zona bianca sono permesse.
Alle attività consentite in zona bianca “si applicano comunque le misure anti contagio previste” dal DPCM 2 marzo e “ dai protocolli e dalle linee guida”.
Inoltre “restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e congressi nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso, e la partecipazione di pubblico agli eventi e alle competizioni sportive”. 

in ZONA GIALLA

dal 15 giugno 2021, sono permessi i festeggiamenti privati di matrimonio e simili, a patto che i partecipanti all'evento (da intendersi come invitati) siano in possesso di almeno un requisito (prima dose di vaccino, tampone negativo entro 48 ore, guarigione da covid), nel rispetto delle norme antidiffusione del virus e degli eventuali protocolli.

Diamoci prima risposta alle domande piu' frequenti; poi - per chi vuole - vediamo nel dettaglio i riferimenti ufficiali, le uniche fonti che valga la pena di tenere presenti.

NEL DETTAGLIO

NOTA IMPORTANTE: in questa frenetica bulimia di norme, in cui queste vengono diramate alla spicciolata, le indicazioni sono valide fintanto che non venissero sostituite da altre.

Quindi, ad oggi:

D.: La Certificazione Verde - Green Pass deve essere prodotta da tutti, o solo dagli invitati?

R.: Ad oggi, manca in realtà una conferma ufficiale.
Va ricordato che in zona Bianca NON occorre Green Pass, richiesto solo in zona gialla.

Esistono due interpretazioni:
"Partecipanti" va inteso come "partecipanti ai festeggiamenti", e quindi sposi ed invitati. Il Green Pass è dovuto solo per sposi e invitati.
oppure:
"Partecipanti" va inteso come "prendenti parte all'evento", indicando che si tratti di una certificazione richiesta a tutti.

Ad oggi è preponderante l'interpretazione che esclude l'obbligo di Green Pass per gli Operatori.

D.: A che punto di somministrazione il vaccino viene considerato valido come Green Pass?

R.: A dispetto di quanto normato fino al 18 maggio 2021, in forza dell'articolo 14 del DL 65/2021 il vaccino viene considerato Green Pass valido a partire dal quindicesimo giorno dopo la prima somministrazione di vaccino.

D.: La validita' del tampone negativo e' intesa 48 ore anche a cavallo di piu' giorni, o due giorni di calendario?

R.: Vale 48 ore consecutive (ad esempio: dalle 18:00 di venerdi' alle 18:00 di domenica)

D.: Ho letto che ci sono protocolli speciali da rispettare. Quali? Dove li trovo?

R.: Particolari protocolli dovranno essere emanati dal Ministero della Salute, su parere del CTS, in concerto con la Conferenza delle Regioni.
In attesa di tali protocolli , valgono le linee guida della Conferenza delle Regioni: http://www.regioni.it/download/conferenze/635287/

CONOSCERE LE FONTI DELLE NORME

Del caso specifico della ripresa dei festeggiamenti di matrimonio si occupa il comma 2 dell'articolo 9 del DL 65/2021:
www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/05/18/21G00078/sg

Art. 9 - Centri culturali, centri sociali e ricreativi, feste e cerimonie
(...) 
2. Dal 15 giugno 2021, in zona gialla, sono consentite le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche al chiuso,  nel rispetto di protocolli e linee guida adottati ai sensi dell'articolo 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020 e con la  prescrizione che i partecipanti siano muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all'articolo 9 del decreto-legge n. 52 del 2021.

Il Decreto, finalmente, individua la data da cui sono possibili i festeggiamenti; ed e' cosa buona.

La seccatura sta nei due rimandi a "matrioska" che nascondono le complicazioni:

1) I protocolli da rispettare.

Il primo rimando - all'art.1 comma 14 DL 33/2020 - non fa riferimento ad una fantomatica elencazione di protocolli da rispettare. Sarebbe troppo bello...
Fa rimando alla generica indicazione che le attivita' devono svolgersi nel rispetto delle indicazioni delle Regioni o delle province autonome, se ci sono, per poi specificare, all'articolo 12, che tali protocolli anrdanno stabiliti dal Ministero della Salute.
Al momento, la "raccolta" nazionale di protocolli e' negli allegati dal n. 1 al n. 28 del DPCM del 2 marzo 2021
qui: www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/03/02/21A01331/sg , in cui tuttavia NON si affronta in specifico alcunche' di riferito al wedding.

Il documento ufficiale piu' recente che si occupa a livello nazionale in specifico di festeggiamenti di matrimoni sono le Linee Guida della Conferenza delle Regioni, che si riferisce espressamente al wedding a pagina 5:

Documento della Conferenza delle Regioni: http://www.regioni.it/download/conferenze/635287/

In tale documento (vedi) si fa riferimento all'obbligo di rilevare un elenco dei partecipanti e di conservarlo per 14 giorni; il che presuppone che qualcuno lo faccia, ma non istituisce espressamente l'obbligo di un Covid manager.

Va ribadito che il Decreto Riprese (65/2021) indica all'articolo 12 che i protocolli andranno (quando?) individuati non più dalle Regioni, ma dal Ministero della Salute, di concerto con la Conferenza delle Regioni.
La maggior parte delle Regioni non ha individuato ufficialmente dei protocolli specifici per il wedding, ma altre si.

Ad esempio:
la Regione Campania:
http://www.regione.campania.it/assets/documents/protocollo-regione-campania-wedding-cerimonie-aggiornato-14-maggio.pdf

che istituisce un responsabile covid per la cucina ed uno per la sala, e prevede la comunicazione ad ASL e a Comune dell'elenco dei partecipanti con almeno 7 giorni di anticipo.
la Regione Puglia:
https://www.regione.puglia.it/documents/56205/215284/linee-guida-wedding.pdf

 Si ribadisce: di default ed in assenza di altre indicazioni, stabilite dal Ministero della Salute, valgono le disposizioni generali previste dal Documento della Conferenza delle Regioni: http://www.regioni.it/download/conferenze/635287/  in attesa che - come previsto dall'articolo 12 del DL 65/2021 - vengano adottati ed aggiornati con ordinanza del Minisero della Salute, d'intesa con la Conferenza delle Regioni.

2) I certificati verdi - free pass

Per partecipare ai festeggiamenti occorre essere "certificati" Covid free (e allora, viene da chiedersi: se tutti i partecipanti sono certificati essere esenti da virus, che senso hanno le norme paranoidi di alcuni protocolli?)

 Vale per tutti i festeggianti, ciascuno dei quali deve soddisfare almeno una di queste condizioni:
a) Che siano trascorsi almeno 15 giorni dalla somministrazione della PRIMA dose di vaccino, oppure:
b) Tampone negativo nelle ultime 48 ore, sia antigenico che molecolare, fatto da struttura pubblica o privata, come anche da farmacia o medico di base, oppure:
c) Certificato di avvenuta guarigione viene rilasciato - a richiesta dell'interessato, dalla struttura sanitaria, sia pubblica che privata, dove e' avvenuto il ricovero o, in assenza di ricovero, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta.

 L'ammissibilita' come certificazione di UNA sola dose vaccinale, la prima, e' una "concessione" dell'ultimo minuto, sancita da una meravigliosamente funambolica stesura dell'articolo 14 del DL 65/2021; il primo comma lo indica valido per 9 mesi dal completamento vaccinale (dalla seconda dose), il secondo comma aggiunge la validita' a partire da 15 giorni dopo la prima somministrazione, e fino alla seconda somministrazione:

 Art. 14 - Disposizioni in materia di rilascio e validita' delle certificazioni verdi COVID-19 
   1.  La certificazione verde COVID-19, rilasciata ai sensi dell'articolo 9, comma 3, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, ha validita' di nove mesi dalla data del completamento del ciclo vaccinale.
  2. La certificazione verde COVID-19 di cui all'articolo 9, comma 3, del decreto-legge n. 52 del 2021 e' rilasciata anche  contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino e ha validita' dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale.

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